Emanuele Gironi: percorsi archeologici sulle tracce di falisci e sabini

Dare a un oggetto, a una storia, perfino a una cultura l’eternità che le spetta, è questo il compito dell’archeologia. “Togliere la polvere” è un’attività che calza perfettamente con il lavoro dell’archeologo, riscoprire vecchie storie e portarle alla luce affinché tutti possano riconoscersi.

Imparare dal passato per conoscere il futuro, non è un modo di dire ma la semplice realtà ed è quello che stiamo facendo oggi.

 

Sono Emanuele Gironi, archeologo del progetto Teverexplora© e assieme agli altri professionisti del team ci stiamo occupando di rimettere assieme gli antichi tasselli di un mosaico che racconta la storia di uno dei territori più importanti e maggiormente conosciuti al mondo: la Valle del Tevere.

 

Insieme ad Archeo Cafè mi occupo di divulgazione e storytelling, fornendo consulenze personalizzate a enti pubblici e privati che si affacciano per la prima volta sui Social Media nel settore culturale. Il Tevere è per noi un padre silenzioso, un simbolo di connessione con le epoche passate, un custode immutabile nel mutare del tempo.

 

Adagiati su colline verdi e territori boscosi, i borghi della Valle raccontano una storia lunga millenni. Siamo alle porte di Roma e qui, ancor prima dei romani, vivevano popoli antichi la cui eredità culturale è viva e presente ancora oggi. Da un lato i falisci dall’altro i sabini, due popoli unici al centro di una zona strategica senza eguali, un ponte di comunicazione tra gli altopiani dell’Italia centrale e il Mar Tirreno, nel mezzo il Tevere, antica e vera “autostrada” del mondo antico.

Da una parte i sabini, le cui origini si perdono nel tempo ma che alcuni storici antichi fanno discendere dagli eroici spartani, dall’altra i falisci, progenie di Agamennone, legati da una profonda amicizia e vicinanza agli etruschi. Due popoli su due sponde contrapposte del Tevere: nemici e poi sottomessi a Roma, fieri e indomiti, la cui eredità culturale è visibile nei piccoli centri che si affacciano sulle sponde del fiume.

In Sabina visiteremo le antiche ville romane e seguiremo il corso del Farfa, approdando sulle antiche sponde del Tevere; in territorio falisco percorreremo le antiche strade ed esploreremo tombe e luoghi rimasti fermi nel tempo, ci perderemo nei boschi e ci ritroveremo nelle antiche rovine delle loro capitali.
Una serie di percorsi e attività che non hanno la pretesa di mostrarvi tutto quello che c’è da sapere ma che hanno l’aspirazione di trasmettere a chi vorrà seguirci la passione, la bellezza e la vitalità di luoghi persi nel tempo.

 

Teverexplora© è un progetto unico, ciò che mancava in questo territorio. Ci stiamo occupando della creazione di cammini culturali che coinvolgano tutti i maggiori protagonisti dello sviluppo storico e culturale di questi luoghi magici. Visiteremo musei, aree archeologiche, parchi e città ripercorrendo le antiche orme di questi popoli e per farlo ci avveleremo di persone che questi luoghi li conoscono e ne custodiscono gelosamente i segreti più nascosti. Stiamo lavorando alla creazione di percorsi turistici da fare a piedi, in bicicletta ma anche in canoa, sia per adulti che per le scuole e i bambini. Con la collaborazione della Riserva Naturale Nazzano Tevere – Farfa, creeremo laboratori archeologici e naturalistici dove il Tevere la farà da padrone, accompagnandoci e guidandoci nel nostro viaggio come un fratello maggiore.

 

Le scuole e i bambini saranno il nostro target iniziale ma prevediamo di allargare presto l’offerta fornendo servizi e attività esperienziali anche per adulti.
Le passeggiate dureranno da poche ore a qualche giorno, avremo la possibilità di offrire un servizio di pernottamento all’interno della Riserva (Non vi anticipo altro!) ed esplorare così un’area immersa nel verde e nella pace.

 

Stiamo lavorando per dare finalmente dignità culturale e storica a un territorio spesso trascurato ma con un potenziale unico al mondo. Vi porteremo alla scoperta di popoli antichi ancora poco conosciuti, dimostrando a tutti che quando si parla di storia e archeologia nel Lazio non si può e non si deve parlare più soltanto di Roma.

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