I popoli antichi della Valle del Tevere

Il Tevere ha rappresentato da sempre una grande fonte di ricchezza per le civiltà italiche e per quelle città pre-romane sorte lungo le sponde del fiume, in particolar modo nell’Alta e Media Valle del Tevere. Il controllo esercitato sui territori tiberini e i contatti culturali con i popoli che abitano le aree dell’Etruria interna, il mondo sabino, latino e la Campania, permettono di riflettere sull’importanza dei territori situati sul lato destro della sponda del fiume, in particolare Nazzano, Capena, Filacciano, Ponzano Romano, Sant’Oreste e Fiano Romano

 

Prima della fondazione di Roma (753 a.C.), l’Italia è abitata, già da alcuni secoli, da una moltitudine di popoli di varia origine. Le zone comprese tra le attuali Toscana, Umbria e Lazio sono caratterizzate dalla presenza di diverse popolazioni: Etruschi, Umbri, Sabini, Latini e Falisci.

L’origine e la provenienza di alcune di queste gens italiche è ancora discussa e incerta. Abbiamo però informazioni più definite sui loro insediamenti, villaggi e città, situati lungo le sponde del fiume.

Le popolazioni italiche erano organizzate in villaggi dediti all’agricoltura e all’allevamento. I loro centri abitati erano fortificati e sorgevano presso colline o alture. Dominavano così le principali vie di comunicazione, il cui controllo permetteva loro di gestire al meglio i traffici commerciali. 

 

La Media Valle del Tevere era collegata a sud con Capua e la Campania, a nord con l’Etruria interna e passando per Arezzo si raggiungeva la Pianura Padana. La posizione strategica favorì scambi culturali e commerciali non solo tra i vari popoli stanziati lungo il Tevere, ma anche con le popolazioni che abitavano nel resto della penisola.

 

A quel tempo, la principale via di comunicazione per persone e merci, oltre al mare, è costituita dal fiume. È proprio nelle aree lungo il Tevere e i suoi affluenti, che questi popoli prosperano: parliamo degli Etruschi, degli Umbri, dei Sabini, dei Latini e dei Falisci, realtà che lasceranno al futuro popolo romano un potenziale su cui, indiscutibilmente, si baseranno  i successi di Roma.

Gli Etruschi sono una delle più importanti civiltà occidentali della storia antica. Le loro origini sono ancora materia di accesi dibattiti tra gli accademici: alcuni sostengono la tesi di origine orientale della popolazione, altri che sia un popolo autoctono dell’Italia centrale. 

Il nucleo principale degli insediamenti abitativi si trova tra Toscana, Umbria e Lazio, che anticamente hanno costituito un’unica regione: l’Etruria. Nel VI secolo a.C. sono al culmine della potenza e i loro territori si estendono a nord fino a toccare l’attuale Lombardia e Veneto, e a sud fino alla Campania.

La lingua etrusca è stata a lungo un mistero, oggi abbiamo maggiori strumenti per decifrare l’alfabeto etrusco, un alfabeto molto simile a quello greco.

 

Gli Umbrisono un popolo antichissimo stanziato nel cuore dell’Italia” (Dionigi d’Alicarnasso, Antichità romane, Libro I). Provenienti dall’Europa centro-orientale, arrivano in Italia intorno al XII secolo a.C. e si stabiliscono nella zona che comprende l’alta e la media valle del Tevere, fino al mar Adriatico

Inizialmente gli Umbri occupano anche i territori delle attuali Toscana e Val Padana, in seguito conquistate dagli Etruschi. Sono definiti dalle fonti antiche “la popolazione più antica d’Italia” e Plinio il Vecchio, descrivendone l’origine, afferma “la popolazione umbra è ritenuta la più antica d’Italia. È attestato che gli Etruschi sottomisero trecento città umbre” (Naturalis Historia, III, 112-113).  

La lingua umbra è scritta con un alfabeto proprio, di derivazione greca, in seguito sostituito da quello latino.

 

I Sabini sono una popolazione italica stanziata nell’Italia centrale, gli storici hanno discusso a lungo sulla loro origine, formulando ipotesi diverse. La prima è basata sul mito dell’origine spartana dei Sabini, discendenti dell’eroe Sabus; la seconda li considera provenienti da una località nei pressi del Gran Sasso, Testruna, nella regione di Amiternum. Secondo Strabone, infatti, i Sabini sono “un popolo antichissimo e autoctono (Geografia, V, 3, 1), in Italia da sempre. L’ultima, invece, li considera un popolo di origine umbra, tesi consolidata dalle caratteristiche linguistiche presenti nel loro alfabeto.

I Sabini occupavano due zone principali: la sponda sinistra del Tevere e il tratto superiore dell’Aterno. La prima corrisponde a quel territorio conosciuto come Sabina Tiberina, nell’attuale provincia di Rieti, il cui centro principale è proprio Reate – Rieti. La seconda, invece, coincide con la vallata superiore del fiume Aterno in Abruzzo, anticamente conosciuto come Aternus, il cui centro principale è Amiternum, a pochi km da L’Aquila.

 

I Latini sono una popolazione italica, le cui origini sono ancora avvolte nel mistero. La mitologia greco-romana crea un legame tra i Latini e la fuga dalla città di Troia in fiamme, e identifica Enea nel fondatore. La storiografia moderna li considera un popolo di origine indoeuropea, proveniente dall’Europa centrale danubiana. Nel XII secolo a.C. i Latini discendono in Italia e occupano una zona ristretta, quella del Latium vetus, il “Lazio vecchio o originario”. 

La loro lingua, di origine indoeuropea, è il proto-latino, che si distacca dagli altri idiomi italici e costituisce una lingua a sé. 

 

I Falisci sono una popolazione insediata tra i monti Cimini e il Tevere, nella regione dell’Etruria. Il centro principale dell’Ager Faliscus è Falerii, l’odierna Civita Castellana. Alcuni studiosi fanno riferimento alla migrazione di genti falisco-latine nel X secolo a.C. lungo la costa occidentale dell’Italia.

La loro origine è legata ai Latini, con i quali hanno profonde affinità per lingua e costumi, ma è anche influenzata dalla vicinissima cultura etrusca. La loro lingua è molto simile al latino, ma scritta con l’alfabeto etrusco.

 

Con l’accrescere del potere di Roma, queste popolazioni vennero inglobate nella sfera politica e culturale del popolo romano. Queste antiche popolazioni prosperate lungo le sponde del Tevere, sono alla base dei successi e della longevità della civiltà dei romani, senza di loro forse racconteremo oggi un’altra storia.

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